Chiesa Cristo Redentore

La chiesa Cristo Redentore di Moie

La prima idea di costruzione della chiesa fu nel 1961 del parroco don Giuliano Gigli (parroco dall’8 ottobre 1960) e subito alcuni parrocchiani costituirono il “Comitato per la nuova chiesa” formato da Antonio Giampaoletti, Luigi Cesaroni, Dino Ceccacci, Alfio Borgiani e Enrico Paoloni. La posa della prima pietra avvenne alle 20 di lunedì 7 settembre 1964, vigilia della festa patronale, con la benedizione del vescovo mons. Giovanni Battista Pardini e alla presenza di tanti parrocchiani, degli amministratori comunali e della autorità militari: fu una cerimonia illuminata solo dalle fiaccole, sia per il significato religioso sia perché la zona era priva dei servizi di pubblica illuminazione. A maggio 1969 il Ministero dei Lavori Pubblici stanziava 30milioni di lire per l’edificazione della chiesa e a gennaio 1971 fu presentato alla popolazione il progetto definitivo redatto dall’ing. Giuseppe Lenti di Jesi. Poco dopo iniziarono i lavori grazie all’impegno del parroco don Anselmo Rossetti (24 gennaio 1922; 26-10-2016) e alla determinazione del parroco don Aldo Anderlucci. Il primo novembre 1975 si decise di celebrare la prima messa anche se la struttura sembrava più un cantiere che un luogo sacro. A poco a poco i lavori furono completati e si resero utilizzabili anche i locali nel piano seminterrato, adibiti ad attività parrocchiali. La solenne consacrazione avvenne domenica 19 maggio 1990. Entro l’anno 2019 dovrebbero iniziare la manutenzione straordinaria e la messa in sicurezza degli impianti e della struttura edile.

Il progettista

L’ing. Giuseppe Lenti è nato a Jesi il 27 agosto 1922, ha frequentato per due anni l’Accademia Militare di Torino, corso per gli allievi dell’Artiglieria e del Genio. Si è laureato in ingegneria civile all’università di Napoli. È deceduto a Jesi il 16 aprile 2006. Ha progettato non solo la chiesa di Moie ma anche altre chiese parrocchiali.

A Moie una nuova Chiesa

Il popoloso centro di Moie avrà la nuova Chiesa. E sarà una chiesa vasta e funzionale, capace cioè di accogliere e di esprimere il dinamismo di quella comunità parrocchiale in continua e possente espansione. Da parte del Ministero ai lavori pubblici, in base alla Legge Aldisio, è stata stanziata la somma di 30 milioni per la costruzione della nuova Chiesa. Moie, infatti, ha estremo bisogno di un nuovo tempio. Tra tutti i centri della Vallesina, Moie è quello che, negli ultimi decenni, ha avuto il più rapido e sostanzioso sviluppo. All’inizio del secolo, Moie era una manciata di una decina di case, riunite intorno alla piccola vecchia chiesa millenaria, ricordo di un tempo, quando i benedettini dissodavano la «moja» del fiume, restituendo quelle terre alla coltivazione e alla produzione.

Nel primo dopoguerra, Moie ebbe un iniziale movimento espansivo e si creò il centro abitato che si prolungava lungo la direttiva della Strada nazionale. Ma è stato nel secondo dopoguerra che Moie ha avuto il suo vero «boom». Ora Moie non è più la lunga fila di case che si affacciano lungo la Nazionale, ma è un articolato centro abitato che ha superato, con l’hinterland rurale attiguo,  i 3.500 abitanti e che ha determinato il più caratteristico fenomeno demografico ed urbanistico della Vallesina.

La Chiesa che verrà costruita sarà posta a servizio di questa popolazione. Proprio per la peculiarità di questa comunità parrocchiale, priva di tradizioni e di ricordi, non ancora omogenea ed amalgamata, la grande e nuova chiesa che sostituirà il piccolo tempio romanico, sarà strumento efficace per creare l’unità spirituale e morale di tutta la popolazione.

La vecchia chiesa parrocchiale, carica di secoli e di suggestivi ricordi, rimarrà come richiamo di una storia gloriosa e di quei valori spirituali perenni senza dei quali ogni civiltà è caduca, ogni attività dell’uomo è senza orizzonti e senza sbocchi. (Articolo pubblicato su Voce della Vallesina n. 20 del 18 maggio 1969)

La lapide a ricordo della consacrazione

Testo inciso sulla lapide marmorea collocata vicino all’ingresso principale

L’anno del Signore 1990 il 19 maggio, Giovanni Paolo II pontefice, Oscar Serfilippi vescovo di Jesi, Aldo Anderlucci parroco, questo nuovo grande tempio, opera dell’ing. Giuseppe Lenti, dedicato a Cristo Redentore, vigoroso germoglio della millenaria abbazia benedettina di Santa Maria delle Moie, per questo popolo di Dio sempre più numeroso ed attivo, memore dell’antica fede dei padri, è stato solennemente consacrato dal Vescovo diocesano, plaudente clero autorità popolo.

Ultimo restauro del 2016

Articolo di Tiziana Tobaldi pubblicato sul settimanale diocesano Voce della Vallesina

Domenica 17 aprile 2016 la comunità di Moie ha celebrato la riapertura della Chiesa Cristo Redentore, dopo gli interventi di ristrutturazione e restauro realizzati grazie ai fondi dell’8 x mille alla Chiesa Cattolica, al sostegno della diocesi di Jesi, all’impegno della parrocchia e alla generosità di tanti. La cerimonia è iniziata alle 11 con l’illustrazione degli interventi e l’inaugurazione della lapide commemorativa dedicata a Ludovico Gilberti, Maria Lina Carbini, Valeria Carbini, Giuseppe Sarti, Alessandro Mancini, che nel 1962 hanno donato il terreno su cui è stata edificata la Chiesa. Alle 11.30 la santa Messa presieduta dal vescovo Gerardo Rocconi, concelebrata da don Fabio Belelli, dagli ex parroci don Anselmo Rossetti, don Aldo Anderlucci e don Gianni Giuliani. La Banda Musicale “L’Esina” diretta dal M° Samuele Faini ha animato la liturgia. Nelle serate del 15 e 16 aprile, dalle ore 21 alle 22.30, molti parrocchiani hanno potuto visitare la Chiesa e ammirarla nel suo nuovo effetto di illuminazione e nella sua definitiva sistemazione.

Gianfranco Rossi, coordinatore del gruppo che ha seguito i lavori, ha ringraziato il parroco e ricordato l’impegno di coloro che lo hanno preceduto a cominciare da don Giuliano Gigli, che nel 1962 firmò per la parrocchia di Moie l’atto di donazione dei 4002 mq di terreno e pose la prima pietra. Poi i parroci che hanno continuato la costruzione dell’edificio, fino alla solenne consacrazione avvenuta nel 1990. Nel settembre 2015 è stato realizzato il progetto di installazione del nuovo Crocifisso, delle quattordici stazioni della Via Crucis in legno scolpito e della statua di Cristo Redentore Risorto, con la successiva pubblicazione del testo L’arte a servizio della fede, curato da Roberto Dellabella.

Il progettista e direttore dei lavori ing. Urbano Avenali, presente alla cerimonia con il geometra Roberto Fava, ha spiegato alla comunità gli interventi realizzati, dall’impermeabilizzazione all’illuminazione esterna, dalla ripulitura e tinteggiatura interna al rifacimento dell’ingresso della sacrestia, dall’impianto di riscaldamento alla sistemazione degli arredi.

«Grazie alla generosità sorprendente e alla collaborazione di tanti. – ha detto don Fabio – La collaborazione e l’impegno costruiscono comunità e questa chiesa è la casa di Dio e della nostra comunità.»

Il vescovo Gerardo, durante l’omelia, ha richiamato i fondamenti della fede come pilastri della vita personale e comunitaria perché «la vita eterna comincia ora. Qui è già vita in Dio, che ci guarda come figli preziosi. E noi siamo chiamati a costruire la vita terrena dentro questa speranza.» 

La lapide del 2016

Testo inciso sulla lapide di marmo collocata in chiesa, vicino all’ingresso principale

Nella memoria grata di Ludovico Gilberti, Maria Lina Carbini, Valeria Carbini, Giuseppe Sarti, Alessandro Mancini che nel 1962 hanno donato il terreno su cui è stata edificata questa chiesa “Cristo Redentore” in occasione di un nuovo restauro reso possibile dalla generosità della gente di Moie. Lode a Dio di ogni grazia e misericordia.

Domenica 17 aprile 2016 Anno Santo della Misericordia

Bibliografia

Società Filarmonica Gaspare Spontini. Quasi una cronaca del XX secolo majolatese di Marco Palmolella, comune di Maiolati Spontini, giugno 1997

Archivio del settimanale diocesano Voce della Vallesina, Jesi